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Il presidente della Fraternità Cristiana Opera di Padre Marella da martedì 12 settembre scorso, subentrato al recentemente scomparso, Osvaldo Zocca, è Romano Verardi, 76 anni, passato da manager industriale e profondo conoscitore della realtà dell'OPM in quanto da 10 anni vice presidente della struttura. Il “pres.” raggiunto telefonicamente, con estrema disponibilità si racconta ai lettori de “Il Cappello di Padre Marella”.

Presidente ci racconti un po' di sé… Figlio di ragazza madre e padre - come si diceva allora - “partigiano sulla linea gotica e comunista”… rimasi solo all'età di 5 anni, proprio perché per via dei costi della penicillina, mia madre non poté essere operata. Bastarono quei pochi anni per fare miei gli insegnamenti cristiani che lei mi aveva voluto trasmettere, insegnamenti ulteriormente impartitimi da Padre Olinto Marella, che poi si occupò di me, insegnamenti che sono cresciuti con me!  

Poi?  Dopo il collegio dalle suore, gli studi alle Aldini Valeriani sempre con Padre Marella presente nella mia vita. Alla sera andavo in via De' Fusari in una piccola chiesa (Labarum Coeli o Baronzella, in dialetto) per l'adorazione eucaristica notturna del Santissimo Sacramento e lì Padre Marella mi insegnava a leggere e interpretare le sacre letture, come comportarmi nella vita, nel lavoro e anche nell'amore. Sì perché in quegli anni conobbi Anna, mia futura moglie, donna straordinaria che mi aiutò a perdere quel difetto di pronuncia che mi portavo dietro ancora dalla morte di mia madre… Quindi l'ingresso nel mondo del lavoro? Già il lavoro per me è stato un “ascensore sociale”: essendo rimasto orfano a 5 anni (eravamo nel '47) praticamente “raccolto in fondo al fiume” da uomini di Chiesa, ho avuto un'educazione con solide basi, soprattutto di “resistenza”, per così non essere fragile davanti ai problemi della vita.  Con gli anni, oltre alle esperienze industriali ho assimilato le idee di carità, seguendo l'orientamento cristiano “Dio è amore” che mi fa vedere il mio prossimo come “figlio di Dio e mio fratello” (questo lo dice il Vangelo di Giovanni).  Intanto ci sono stati incontri importanti…. Grazie a Padre Elia, prima e a Padre Gabriele poi, ho avuto modo di entrare nella “dorsale della povertà e della carità” che è l'Opera Padre Marella, dove ho trovato persone di tutti i tipi, ma unite insieme per realizzare i progetti che affrontano le problematiche dell'esclusione sociale, dell'emarginazione, o come dice Papa Francesco, della “periferia sociale”. Una realtà – l'OPM – con 88 dipendenti e 450 tra ospiti, collaboratori esterni e volontari, realtà che  fornisce ben 360 mila pasti l'anno! Tutto questo grazie appunto alla triplice “benefattori, ospiti e dipendenti” che forma un contesto forse unico in Emilia Romagna. Ha accennato a Papa Bergoglio, l'ha seguito nella recente visita a Bologna? Il Papa il primo ottobre scorso, a Bologna, nell'omelia esposta in san Petronio si è riferito alle “3P” – come dice Lui – “Parola, Pane, Povertà”: La prima P è la Parola, che è la bussola per camminare umili, per non perdere la strada di Dio e cadere nella mondanità. La seconda è il Pane, il Pane eucaristico, perché dall'Eucaristia tutto comincia. È nell'Eucaristia che si incontra la Chiesa: non nelle chiacchiere e nelle cronache, ma qui, nel Corpo di Cristo condiviso da gente peccatrice e bisognosa, che però si sente amata e allora desidera amare…. Infine, la terza P: i Poveri. Ancora oggi purtroppo tante persone mancano del necessario. Ma ci sono anche tanti poveri di affetto, persone sole e poveri di Dio… Ci farà bene ricordarlo sempre. La Parola, il Pane, i Poveri: chiediamo la grazia di non dimenticare mai questi alimenti-base, che sostengono il nostro cammino.  Le 3P sono nello stesso programma che realizzava tutti i giorni Padre Marella e che continua a compiere oggi Padre Gabriele Digani dell'Ordine dei Frati Minori, direttore OPM aprendo la chiesa ogni domenica dopo la santa messa ai poveri, offrendo loro da mangiare e un po' di sostegno economico. Questa è la “carità gratuita” alla quale si riferisce Papa Francesco e che sostiene anche S.E. mons. Matteo Maria Zuppi. Questa breve intervista sarà letta da molti abbonati de “Il Cappello di Padre Marella”, vuole comunicare loro qualcosa?

Ai lettori de “Il Cappello…” voglio ricordare di stare uniti, sempre insieme contro l'esclusione sociale, per ascoltare gli “invisibili”, aiutare quelli che hanno più bisogno e continuare a mantenere, per quanto possibile, la presenza nei contesti dove si può trovare il volto di nostro Signore! Questo è il messaggio che ho ricevuto in eredità da Padre Marella che ho portato avanti anche con mia moglie Anna - purtroppo scomparsa l'anno scorso- lei mi ha sempre aiutato in questo sforzo, che non è piccolo, “con amore”, come predicava l'evangelista Giovanni - “In principio era l'amore, l'amore era presso Dio e l'amore era Dio”: così possiamo sciogliere la sua affermazione: “Dio è amore” (1Gv 4,10) per realizzare questo progetto di vita che è ben spiegato in un volumetto, “Olinto Marella - Ricordi” (edizioni Minerva) scritto insieme da Tullio Compostrini (l'ingegnere che ha costruito la Città dei Ragazzi) dall'on. Virginiangelo Marabini, da Osvaldo Zocca, l'ex presidente OPM e, appunto dal sottoscritto. Purtroppo oggi sono rimasto solo io… con le 3 P!

di Gianfranco Leonardi

foto di Arturo Fornasari

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