Intervista al prof. Andrea Segrè, Preside della Facoltà di Agraria dell'Università di Bologna e Presidente di Last Minute Market, con cui l'Opera collabora da tempo a diverse attività di recupero di prodotti alimentari (e non solo) ed ora ha avviato a Badolo un nuovo progetto contro lo spreco.
1) Caro prof. Andrea Segré, un essiccatore in una comunità di recupero, qual è il senso?
Lo spreco alimentare, scandalo del nostro tempo di grande crisi, ha bisogno di tecnologie appropriate per essere ridotto. Le eccedenze sono tali, e deperiscono così presto (soprattutto l’ortofrutta), che vale la pena essiccarle naturalmente al sole. In effetti l’essiccatore che abbiamo portato alla Comunità La Sorgente lavora con il sole, la risorsa rinnovabile per eccellenza. Togliere l’acqua in questo caso allunga la vita di quei beni altrimenti destinanti a deperire, e anche quella – in fondo - di chi poi li consumerà. E poi si impara un lavoro e non è escluso che una volta appresa la semplice lavorazione dei prodotti ortofrutticoli (ma non solo) da essiccare non si possano vendere, per esempio al Mercato della Terra, aggiungendo dunque al valore di relazione anche quello economico. Un valore nel valore.
2) Lei da anni si impegna alla lotto contro lo spreco, quanto il progetto dell'essiccatore è importante per questa causa?
L’essiccatore solare è un prototipo, anzi un laboratorio importante. Perché ci dimostra come sono i progetti, e dunque le idee, più semplici a funzionare e ad essere veramente sostenibili. In fondo anche Last Minute Market è la scoperta dell’acqua calda. Noi semplicemente l’abbiamo resa tiepida per poterci lavare le mani senza scottarci: e funziona alla grande! Adesso con l’essiccatore solare, che in fondo è semplicemente un pannello fotovoltaico, l’acqua la togliamo. Eppure le mele secche che abbiamo assaggiato lo scorso 25 novembre, peraltro dopo un pasto completo assai buono e abbondante, erano squisite: ne ho mangiate moltissime.
3) Last Minute Market e Opera Marella: una felice collaborazione?
Credo proprio di sì. Grazie a questa collaborazione il nostro gruppo di lavoro, studio e ricerca è cresciuto moltissimo. Lavorare assieme alla Fraternità Cristiana ci ha insegnato – seguendo l’azione di Padre Marella – che non si può essere indifferenti alla povertà. Ma non vogliamo che si pensi che per risolvere la piaga della povertà, che sta aumentando a causa della crisi, basta dare gli avanzi (gli sprechi) dei ricchi a chi ha bisogno. Dobbiamo invece ridurre gli sprechi - lo chiamiamo obiettivo “Spreco Zero” - ridurre i rifiuti, capire perché rifiutiamo tanti prodotti alimentari soltanto perché sono danneggiati o vicini alla scadenza. Il passo poi nel rifiuto dell’altro, del diverso, del povero è molto breve. Assieme, credo e spero, potremo fare tanti altri progetti, crescere ancora e lasciare un po’ di bene fatto: la vera ricchezza come ci ha insegnato Padre Marella.







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