Comunità La Sorgente "Elmi Marie Claire"

Via Brento, 12
Badolo di Sasso Marconi (BO)

Tel. e Fax. 051/847583
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http://puntonavepadremarella.it/


Negli anni 80 anche a Bologna il dramma della droga era diventato un problema inquietante. L’Opera Marella, sensibile e pronta verso le sofferenze dei fratelli, individuò sulle colline bolognesi, tra Pianoro e Sasso Marconi, un rustico isolato, idoneo ad aprirvi una comunità terapeutica. A cederlo fu una famiglia originaria del luogo che, per l’improvvisa morte di un genitore, dovette rinunciare al progetto di ricavarne per sé tre appartamenti. Nacque così “La Sorgente”, prima comunità di recupero per tossicodipendenti nella provincia di Bologna, seguita dopo pochi mesi dalla comunità “Il Quadrifoglio” a Ozzano Emilia.

Come consuetudine dell’Opera, la gestione fu affidata ad una coppia di sposi, Angelo ed Elena, cui furono affidati i primi ospiti: Mirko e Erienzo, che ricordiamo con simpatia e commozione, anche perché Mirko non è più tra noi...
Il numero degli ospiti crebbe e le difficoltà cominciarono a farsi sentire. Sorse nel frattempo un nutrito gruppo di appoggio, formato da amici, professionisti, tecnici, che con la loro esperienza aiutarono nella gestione della comunità. Dopo circa due anni Angelo ed Elena lasciarono il posto a Francesco e Cristina, altra coppia motivata che con tanto entusiasmo si gettò nell’ardua impresa. La conduzione della comunità era di tipo familiare, tuttavia vi era un preciso regolamento da osservare, molte ore di lavoro, incontri comunitari e dialoghi personali, visita periodica del medico con relativi controlli sanitari. Per i primi sei mesi nessun contatto con l’esterno, poi i primi approcci con la famiglia di provenienza e, dopo circa un anno, una maggiore libertà, fino al termine del secondo anno quando, in linea di massima, il programma poteva dirsi ultimato e l’ospite veniva aiutato nella delicata fase del reinserimento nella società.

 

Verso il 1985, avendo cominciato a funzionare il Centro di Prima Accoglienza PUNTONAVE in San Mamolo 23, ad opera di Padre Bruno Bartolini, prese consistenza l’idea di affidare a lui tutta la gestione della problematica relativa alla tossicodipendenza. Egli infatti, laureato in psicologia a Lovanio (Belgio), era già collaboratore di altre comunità del settore, quali il Quadrifoglio. Così Padre Bartolini, coadiuvato dalla coppia di sposi Giordano e Marie Claire, con il contributo di altri volontari ed obiettori, diede inizio ad un nuovo progetto, chiamato PUNTONAVE, che prevede un percorso articolato su tre momenti: accoglienza, con colloqui in San Mamolo 23; due anni di permanenza nella comunità La Sorgente e circa sei mesi nella casa del reinserimento a Brento.
La nuova équipe di collaboratori, affiatati e preparati, ha cercato in questi anni, con pazienza e fermezza, di riportare tanti giovani disorientati ad uscire dal tunnel della droga, dando loro nuova speranza ed incentivi per riconciliarsi in pieno con la vita.

Ultimamente le case di Badolo e di Brento sono state ampliate e ristrutturate, messe a norma delle vigenti leggi, per potersi convenzionare con la Regione. La casa di Badolo è ora in grado di ospitare una dozzina di giovani e di garantire loro una accoglienza quanto mai confortevole e dignitosa. Essendo venuta a mancare nel 1998 la valida ed entusiasta collaboratrice Marie Claire, e dopo pochi anni anche il suo sposo Giordano, per il proseguimento della gestione della comunità è stata quindi individuata una nuova coppia di operatori, provenienti dal medesimo settore: Moreno e Catia, genitori di quattro splendidi figli. Dal mese di settembre 1999 sono diventati gli effettivi responsabili della comunità terapeutica di Badolo, coadiuvati da altri tre operatori. Da circa un anno è cambiata la tipologia degli ospiti della comunità. Non più giovanissimi, ma persone di mezza età, con alle spalle molteplici ricadute e quindi anche portatori di non poche ferite fisiche e morali. Con l’aiuto del Signore e di Padre Marella si spera di ridare loro fiducia, forza e volontà per intravvedere un futuro di speranza.

La comunità pedagogico riabilitativa, struttura accreditata dalla Regione Emilia-Romagna, si rivolge ad adulti provenienti dai SERT della provincia di Bologna con una lunga storia di tossicodipendenza e carcerazione alle spalle e vari tentativi falliti. Il progetto parte su richiesta ed in accordo con il Sistema dei Servizi di Bologna in relazione ad un bisogno dei Sert di dare risposta ad una fascia di utenti sempre crescente per il quale non vi sono attualmente soluzioni e risposte adeguate. Le caratteristiche degli ospiti che accedono alla comunità sono: il sesso maschile, l’età avanzata (40/50 anni), l’assenza di rete sociale e parentale, l’assenza di risorse economiche, uno stato di salute compromesso con la presenza di patologie croniche, disturbi di tipo psicologico psichico dovuto all’uso prolungato di sostanze ed ad uno stile di vita deviante.

La comunità “La Sorgente - Elmi Marie Claire" realizza il suo ideale cristiano nel servizio verso coloro che manifestano disagio sociale, soprattutto nell’ambito delle tossicodipendenze. In particolare concretizza lo spirito dell’Opera Padre Marella, descritta nello statuto dell’ente, accogliendo persone di sesso maschile e costruendo con loro un percorso riabilitativo verso l’autonomia e la libertà dalle sostanze, con la massima apertura e rispetto per il pensiero e la fede di ognuno. Chi opera all’interno e a favore della comunità è colui che, avendo maturato la motivazione al sostegno e cura della persona, si rende disponibile a percorrere un “pezzo” di strada con chi vive una condizione di disagio.

Casa del pellegrino - “PROGETTO PUNTONAVE”

Brento – Mozuno (BO)
Tel. 051/6775052



La “Casa del Pellegrino” è situata a Brento di Monzuno antica roccaforte del periodo romanico alle pendici del Monte Adone a circa venti Km da Bologna in una cornice incantevole dell’Appenino. Luogo di una bellezza suggestiva, dove l’ultima guerra ha lasciato i suoi terribili segni devastando ogni cosa e inquinando la zona con pericolosi residui bellici: correva infatti anche per questo luogo la famosa “linea gotica”, che ha tenuto in scacco gli Alleati per otto lunghi mesi. I Signori Casali, grandi proprietari della zona, nel dopoguerra offrirono a Padre Marella quello che restava di una fattoria, con relativi terreni, perché se ne servisse, se credeva, per alloggiarvi una comunità di ragazzi.

Il Padre, con il coraggio e la fede dei Santi, accettò. Con un suo fedele operatore, Domenico Bandini, e in seguito con Suor Margherita Cattelan, insieme a otto ragazzi dei quali alcuni anche ritardati, Padre Marella prese possesso, in punta di piedi, di questo luogo piuttosto particolare e rischioso. Nacque così una delle prime comunità agricole dell’Opera: allevamento di animali, coltivazione dell’orto e di altri piccoli appezzamenti, tutto compiuto a braccia con i rudimentali mezzi di allora. Per ben otto anni la comunità di Padre Marella rimase la sola presente sul luogo, mancante di tutti i servizi essenziali quali l’acqua, la luce e il telefono. Il primo acquedotto fu costruito proprio dai ragazzi della comunità.

Per l’assistenza speciale della Provvidenza, e per i meriti di Padre Marella, non accadde mai alcun incidente, anche se bombe, proiettili e schegge erano diventati i giocattoli quotidiani degli ospiti della comunità. I vecchi abitanti di Brento, incoraggiati da cotanto esempio, cominciarono timidamente e rifarsi vivi, e fu così che un po’ alla volta le pendici del Monte Adone presero a ripopolarsi. I Signori Casali, riconoscenti a Padre Marella, gli fecero dono di circa 2000 mq. di terreno, sul quale il Padre costruì subito la Chiesa di S. Ansano, diacono e martire, protettore del luogo, e la Casa del Pellegrino, perché secondo la storia Brento era un luogo di passaggio per andare in Toscana. Brento è sempre rimasta nel cuore di Padre Marella, forse per la sua bellezza, forse per la sua storia, forse perché qui egli aveva toccato con mano come il Signore è vicino ai suoi poveri e li preserva da ogni male. Nel 1968, già gravemente ammalato, il Padre si fece portare in ambulanza a Brento per presiedere ad una importante funzione liturgica, la festa del Patrono. Nella Casa del Pellegrino, per la gestione della quale dettò un utopistico decalogo, Padre Marella voleva che i suoi ragazzi sposati trascorressero la luna di miele (che d’inverno, senza riscaldamento, trattandosi di un prefabbricato, spesso era una ... luna di ghiaccio).


In realtà la Casa del Pellegrino ha ospitato parecchie persone, per lo più nuclei familiari, a volte per periodi transitori di ferie o di convalescenza.
Dagli anni 90 la casa è stata inserita nel “PROGETTO PUNTONAVE” della comunità di Badolo e funge da casa di reinserimento: accoglie gli ospiti della Comunità La Sorgente "Elmi Marie Claire" al termine del loro percorso di comunità. Gli ospiti di Badolo, infatti, vi trascorrono gli ultimi mesi del loro percorso terapeutico, massimo sei, godendo di una certa libertà e autonomia, inclusa l’attività lavorativa. Una maggior autonomia, l’autogestione attraverso il lavoro ed un mezzo di trasporto proprio permettono agli ospiti di reinserirsi nella società in maniera graduale.

Qui domenica 26 ottobre 2008 è stata fatta una solenne festa: si è ricordato il 50° anno della costruzione della chiesa, si sono celebrate le cresime con la presenza di sua Eccellenza Mons. Vincenzo Zarri e si è festeggiato il patrono S. Ansano Diacono e Martire. La festa si è conclusa con la tradizionale mangiata di caldarroste, annaffiate da un goccio di buon vino. In occasione di questa festa è stato scritto da Padre Gabriele e da altri collaboratori un opuscolo che narra la millenaria storia di Brento e come questo luogo sia rifiorito, soprattutto per merito di padre Marella e dei generosi e intraprendenti brentesi.

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Fraternità Cristiana Opera Padre Marella - Città dei Ragazzi

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Cell: 347 3852734
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