Casa famiglia “Celso Benni” - Selve di Monzuno

Loc. Marmocchie - Strada Vicinale 258
40036 Selve di Monzuno
Tel. 051 6773029
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"A cambiarci la vita e dare così un nuovo colore al nostro futuro fu un bellissimo colloquio con Romano Verardi, circa 6 anni fa,
quando espressi ad alta voce che un desiderio che io ed Igor custodivamo era quello di divenire una famiglia accogliente, allargata, aperta.
Non eravamo ancora sposati allora e il nostro futuro era tutto da progettare.
Devo dire che il Sì che abbiamo detto quando ci è stata proposta la casa di Selve è stato pieno di entusiasmo
ma non senza timori."

La villetta situata a Selve di Monzuno, donata all´Opera in ricordo di Celso Benni nel 2000 nei primi anni è stata utilizzata dai vari progetti della zona come casa di pre-reinserimento dei ragazzi che stavano uscendo da esperienze di disintossicazione dalle droghe. Oggi, anche in ragione della costante attenzione di Padre Marella per i bambini, soprattutto i più emarginati e in difficoltà, si è deciso di destinarla ad essere una casa-famiglia per l´accoglienza di bambini con problemi familiari e/o sociali.

Cambiare tutto, casa, progetti vita, l’idea di lasciare il mio lavoro ed Igor che avrebbe dovuto fare moltissimi chilometri in più per raggiungere il suo luogo di lavoro (allora lavorava a più di 50 km da qui) … eppure in un attimo di felice follia accettammo la proposta! Il 5 luglio 2014, dopo quasi un anno di preparativi, finalmente riuscimmo a pernottare in questa casa, in occasione del primo compleanno di nostra figlia Aurora e da allora non ci siamo più spostati. La casa ha preso vita sotto i nostri occhi e l’allegria
di una famiglia all’inizio della sua avventura ha colorato tutto l’ambiente che oggi ci circonda. L’idea di aprire le porte della nostra intimità familiare ad altri piccoli non è nata da un desiderio romantico e spensierato. L’esperienza di vita alle nostre spalle ci ha insegnato che la vera solidarietà si costruisce prima di tutto dentro le mura di casa: la fede si testimonia prima di tutto con la vita. Io ho iniziato a lavorare come educatrice con i minori in difficoltà accolti in comunità nel 1998 e questa esperienza mi ha lasciato
indelebilmente nella memoria del cuore e dei sentimenti il ricordo di decine e decine di giovanissimi volti che, con la cura e l’amore sono tonati a vivere, hanno ritrovato il sorriso e un futuro migliore.

Tutte queste storie mi hanno fatto decidere di non lasciare mai questo sentiero, e in Igor ho trovato il sostegno più grande e la possibilità di realizzarlo insieme a lui con una intensità ancora maggiore, più ricca. Il 26 giugno del 2014 abbiamo avuto il primo arrivo: la piccola G. che si è unita alla nostra famiglia proprio nel giorno del suo primo compleanno. Ha così avuto inizio la nostra avventura di genitori affidatari… eh sì perché un conto è desiderarlo, immaginarlo, un conto è viverlo. Eravamo pronti alle difficoltà che avrebbero riguardato noi, ma la cosa più difficile è stato affrontare l’impatto del nuovo arrivo con nostra figlia che, a solo due anni, si è ritrovata una sorellina “già pronta” e con bisogni pari ai suoi che ha “invaso” tutti suoi spazi affettivi e di vita.

 

 

La notizia del suo arrivo è stata quasi improvvisa, un’emergenza che sapevamo tuttavia avrebbe avuto un lungo esito. Avevamo anche appena scoperto di aspettare la nostra seconda figlia, Sofia Stella, e la paura di fare un passo più grande di noi ci spaventava… eppure ha prevalso il desiderio di seguire l’intuizione iniziale e ci siamo affidati alla presenza di Padre Marella, che sentiamo vivo e presente ogni giorno e quasi “sovrasta” nella nostra casa con un grande quadro che lo raffigura e che abbiamo scelto di mettere nella parete più in vista del soggiorno (dove passiamo la maggior parte del nostro tempo) e quindi possiamo salutarlo in ogni momento della giornata: questa è prima di tutto la SUA casa! Accogliere G. è stata la prima prova, e non di facile risposta. Ci ha fatto crescere moltissimo sia come famiglia che come coppia, ma soprattutto come genitori. Tanti errori, tanti momenti di sofferenza, ma anche una serie innumerevole di gioie e di soddisfazioni che forse vediamo realmente solo oggi, a quasi tre anni di distanza, e che ci riempie il cuore. A gennaio del 2016 è nata Sofia e sapevamo di avere trovato un nuovo equilibrio, stabile, dicevamo. Le bimbe erano tutte e tre piccole e ci eravamo proposti di aspettare ancora un po’ prima di pensare ad altre accoglienze (di tanto in tanto ci chiamavano Servizi del Teritorio per chiedere la nostra disponibilità…). Quando però lo scorso maggio 2017 siamo stati chiamati l’ennesima volta non abbiamo potuto dire di no. Una bambina dolcissima, da fare fiorire ed emergere nella sua bellezza ed energia… che necessitava di una famiglia che l’amasse e delle sorelle con cui crescere! E così lo scorso settembre è arrivata anche C., di 8 anni, e la nostra casa si è riempita di un altro sorriso! Ora siamo al completo, con quattro meravigliose bambine di 2, 3, 4 e 8 anni, affacciate alla vita con lo stupore di chi comincia tutto per la prima volta! E sono loro ad insegnarci come si fa ad andare avanti!

Tra di loro solidali, collaborative, continuamente in attività e pronte a giocare, ad essere serie e anche ad aiutare… sorelle! La nostra scelta, di famiglia affidataria appunto, è stata quella di condividere tutta la vita con questi piccoli per un tempo non definito, anche lungo. Le nostre figlie di fatto stanno crescendo insieme e vederle giocare insieme ed amarsi con la semplicità che solo i bambini sanno dimostrare è una gioia infinita da vivere… fin che Dio vorrà! 

 

"Don Olinto Marella ci fa compagnia lungo questo nostro percorso e ci protegge con la sua figura solida e sicura
e quella barba piace molto anche alle nostre piccole che, a volte per gioco, ma con un sincero affetto,
guardando il suo volto lo chiamano NONNO MARELLA”.


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