SAN GIOVANNI XXIII

“Beato te don Olinto. Sospinto dalla carità, hai scelto la strada migliore e sicura. Dopo 50 anni, eccoci insieme. Io sono andato dove mi ha condotto l’obbedienza. Dalla mia Bergamo a Roma, da Roma per le via del mondo, a servizio della Santa Sede. Infine, somma grazia concessami dal Signore, il rientro nei solchi della mia più profonda vocazione: il servizio pastorale”. Una volta, Giovanni XIII, parlando dei suoi condiscepoli degli inizi, disse: “eccoli tre miei compagni famosi: Bonaiuti, Turchi, Marella, tre intellettuali, tre studiosi”.

PAOLO VI

TELEGRAMMA: “Santo padre fraternamente vicino alla sua presente dolorosa prova formula voti per sollecita completa guarigione e invocandole dal Cielo larga effusione di doni e conforti celesti le invia di cuore la particolare confortatrice benedizione apostolica”.

CARD. NASALLI ROCCA

Il Card. Nasalli Rocca restituì il ministero sacerdotale a don Olinto Marella il 2 febbraio 1925, accogliendolo nella Diocesi di Bologna. Tenne in grande stima don Marella e in una lettera scrisse: “Sono contento di averlo aiutato e lui mi è riconoscente”.
“Nelle nostre peregrinazioni notturne colla cara Madonna di S. Luca, una ne ricorderemo con particolare affetto ed anche, un poco, con un senso di dolore vivo, vivissimo. La visita alla casa degli umili, che facemmo ben due volte: una nella parrocchia della Beverara, l’altra nella parrocchia dei Santi Filippo e Giacomo; la prima nella notte dal 25 al 26 agosto e la seconda nella notte dal 3 al 4 settembre: erano migliaia di anime che vedemmo e sentimmo palpitare con gli occhi fissi alla Mamma celeste, vicino a noi”.

CARD. ANTONIO POMA

“Qualcuno potrà dire che l’arco è troppo esteso per venire incontro a tutti; qualche altro potrà soggiungere che l’impegno è troppo oneroso; un terzo potrà parlare di rischio, o di limite, o di originalità, che pure era saliente nella sua persona. Egli era sereno, anche se talvolta addolorato, ma non vinto, di fronte alla difficoltà, a qualche insuccesso, a qualche incontro poco felice, a qualche delusione. Che cos’era questo a confronto dell’aiuto che proveniva dalla sua Bologna, da innumerevoli persone sensibili alla sua opera di carità? E anche a confronto della gioia di veder un ragazzo ritornare sulla giusta via, un giovane avviato alla soluzione del suo problema professionale, una nuova famiglia superare le difficoltà e comporsi e trovare la propria casa?”

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