GIORNATA STORICA PER BOLOGNA E PER PADRE GABRIELE CHE HA RICEVUTO IL SALUTO DEL SANTO PADRE

 

Papa Francesco a Bologna ha iniziato la visita dai poveri, dai rifugiati, dai detenuti. Prima all'hub di via Mattei, dove arrivano persone che fuggono da guerre e da persecuzioni, assieme a chi fugge da fame e mancanza di opportunità. Poi, in San Petronio, ha incontrato 1000 senza dimora, esseri umani che fanno ogni giorno la fila per un pasto offerto da parrocchie e associazioni e trascorrono la notte tra dormitori, portici e stazione ferroviaria. Poi, Bergoglio ha incontrato la cittadinanza. Allo stadio, in un luogo tutt’altro che sacro. 

Come poteva non essere questo il percorso? Perché qualcuno si è indignato di queste scelte? Come poteva Papa Francesco contraddire se stesso e le sue priorità? A ben guardarci il Santo Padre si è comportato come avrebbe fatto un qualunque parroco che quotidianamente vive sulla strada, a contatto con le persone più bisognose. A ben guardarci, Bergoglio ha ripetuto un gesto quotidiano ripetuto mille volte da Padre Marella, quando nel dopoguerra celebrava la messa e poi invece di raccogliere offerte, distribuiva quelle da lui raccolte nel noto angolo in centro a Bologna e le donava a chi, nel dopoguerra aveva perso tutto. Ho parlato di dopoguerra. Ma esiste un dopoguerra? La guerra, anzi le guerre ci sono ancora, non esiste un dopo. E se la guerra c’è ancora - e a ricordarcelo ci sono i profughi ma anche i poveri che subiscono lo sfruttamento commerciale dei ricchi - da chi doveva cominciare Papa Francesco se non dagli ultimi? Padre Marella ha suggerito per tutta la vita le stesse priorità. I poveri e i disagiati innanzitutto. Ce lo ha ricordato nel giorno dell’arrivo di Bergoglio a Cesena e a Bologna il Vescovo del capoluogo emiliano Matteo Zuppi. Un’altra cosa accomuna l’attuale Papa argentino con il nostro veneziano Padre Marella. In fondo entrambi sono “immigrati”. Quest’ultimo costretto dal Papa dell’epoca, Pio X, a lasciare la sua terra e a trasferirsi a Bologna. Quando sei lontano dalla tua terra, dalle tue radici, qualunque sia la ragione, capisci meglio chi come te è lontano dalle sue terre, per quanto diseredate e inospitali. E poi va sottolineato un altro aspetto. Papa Bergoglio non ha copiato da Padre Marella ed entrambi non hanno copiato da chi prima di loro ha dato la priorità e ha aperto le porte ai poveri, agli indifesi, ai deboli, agli ultimi, a tutti coloro insomma che ricevono ma che non possono ricambiare. Jorge e Olinto non hanno copiato, ma semplicemente applicato il principio cristiano cardine: aiutare il prossimo.


Foto di L'Osservatore Romano

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