Presentazione e galleria fotografica della Giornata della Raccolta del Farmaco

 


ph Arturo Fornasari

 

Quando pensiamo alla povertà il nostro pensiero va al denaro mancante, alla casa e al cibo e molto raramente ci si sofferma abbastanza per rendersi conto che un’altra cosa che diventa irraggiungibile per il povero è la possibilità di curarsi; tanti poveri arrivano in ospedale per le recidive o le complicazioni di malattie anche banali, all’inizio, ma che si sono acutizzate o cronicizzate per mancanza di cure semplici prese in tempo. Chi non ha di che vivere non ha neanche di che poter acquistare una semplice Aspirina! Da queste considerazioni il Banco Farmaceutico ha “partorito” l’idea di indire una giornata solidale di raccolta dei farmaci che vengono poi distribuiti alle realtà solidali del territorio affinché aiutino i bisognosi.

 

Stefano figura interaCome ogni anno dal 2003, anche in questo 2019, più precisamente sabato 9 febbraio, si è svolta la Giornata Raccolta Farmaci organizzata dal Banco Farmaceutico e sostenuta, oltre che dai volontari dello stesso Banco, dai volontari delle organizzazioni solidali che beneficiano dei medicinali raccolti.

L’Opera Marella ha aderito fin dai primi anni per aiutare a presidiare le farmacie, pubbliche e private, che aderivano all’iniziativa; dal 2007 l’attuale coordinatore del centro di accoglienza di San Lazzaro, il dottor Stefano Pecorella (nella foto a sinistra), è il referente per questa attività.

Sentiamo da lui in cosa consiste l’organizzazione della Giornata di Raccolta del Farmaco: “…. Il lavoro organizzativo inizia almeno due mesi prima della data fissata, all’inizio bisogna compilare un Questionario di Adesione dell’Ente, spedito dal Banco Farmaceutico, nel quale vengono anche indicate le quantità dei farmaci, divise per tipologie (p.es. Antipiretici, cerotti, disinfettanti, antidolorifici ecc.); per fare questo devo tenere conto delle tipologie e del numero di accolti e assistiti dalle varie realtà dell’Opera Padre Marella sparse sul territorio; quindi inizia la lunga serie di telefonate, suddivisa tra tutti gli operatori, per contattare ed “allertare” tutti gli amici e i volontari. All’interno della comunità si inizia a presentare e spiegare l’iniziativa coinvolgendo quante più persone possibili tra quelle ospitate. Dall’arrivo della lista delle Farmacie da coprire inizia il “macchiavellico” gioco della composizione delle squadre. All’approssimarsi della data i volontari e gli ospiti che hanno aderito vengono più volte informati sugli orari e sulle procedure da seguire, si organizza il reperimento dei generi di conforto che ogni squadra avrà con sé (acqua, succhi di frutta, dolcetti e crackers) e si pianificano i giri per l’accompagnamento, il rifornimento viveri e il recupero a fine turno. Alla data fissata mi trovo in comunità dalle 8 per accogliere i volontari, controllare che tutti siano bene informati, distribuire le persone sui mezzi e farle partire, accompagnandole io stesso fino alla farmacia che presidieranno. Lo stesso avviene per il pomeriggio. Passata la data della Raccolta, nel giro di una settimana devo organizzare il ritiro delle medicine raccolte presso le varie farmacie quindi, ultima ma non meno importante attività legata alla Giornata di Raccolta del Farmaco, organizzare, con l’aiuto di alcuni volontari la divisione e spedizione dei farmaci alle varie realtà.”

 

IMG 6739Sentiamo ora, sempre da lui, alcune considerazioni:”Quello che più stupisce è che, nonostante le difficoltà economiche che stiamo attraversando, in tutti questi anni la giornata di Raccolta del Farmaco ha sempre stimolato la solidarietà dei cittadini; certo la quantità è diminuita, ma ci ha sempre permesso di aiutare le persone bisognose con cui entriamo giornalmente in contatto. Voglio approfittare di questa sede per dire che come Centro di Accoglienza abbiamo sempre voluto che i nostri ospiti partecipassero al presidio delle farmacie e, dal 2014 questa è diventata una priorità! Infatti da quell’anno tra i nostri ospiti accogliamo anche dei richiedenti asilo che devono combattere una battaglia durissima che è quella di cambiare gli stereotipi ed i preconcetti che li seguono ovunque vadano; e cosa c’è di meglio che la partecipazione come volontari ad una iniziativa come questa? Accolgono tutti con un sorriso ed un saluto, aiutati da un volontario che parla bene l’italiano spiegano l’iniziativa e, soprattutto, ringraziano le persone che donano un medicinale. E’ poca cosa mi direte eppure penso che già questo aiuti a percepirli come parte attiva della società e non come assistiti.”

Da quest’ultima considerazione nasce la suggestione del titolo.

Redazione 


ph Arturo Fornasari

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